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Le tratte dal canile di Ischia: dalla battaglia al processo – di LUIGI GAETANI D’ARAGONA

 Il prossimo 19 dicembre avrà inizio, dopo oltre cinque anni dall’apertura dell’inchiesta, il processo ai gestori del Canile di Panza, sull’isola di Ischia, rinviati a giudizio dalla Procura di Napoli con l’imputazione di aver creato una solida e sufficientemente abbozzata associazione criminale a quanto appare finalizzata al commercio illecito di

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Progetti, campagne, eventi

La salvezza del pino di via Pompeo Magno

26 gennaio 2011


  Ci stiamo battendo per la salvezza di un albero molto speciale. Lo sono tutti, per la verità, ma il pino monumentale di via Pompeo Magno 10 A è un vero e meraviglioso patriarca, nato intorno al 1900 in un giardino privato che oggi appartiene ai signori Durante. Tuttavia, fra il 1937 e il 1940, lì abitò anche Ernst Bernhard, il grande psicoanalista che portò il pensiero di Jung in Italia ed ebbe fra i suoi pazienti Fellini e la Ginzburg; egli amò quell’albero e abbandonò il villino coperto dai suoi rami per essere deportato a Ferramonti. 
  Due anni fa, certi vicini dicono che le radici del pino danneggiano la loro rimessa. Un box auto costruito abusivamente, poi condonato, quando la pianta aveva già oltre sessant’anni. Costoro ne pretendono l’abbattimento. I signori Durante, con solidarietà dell’intero quartiere, si oppongono, e la questione finisce in tribunale. Un ctu definisce l’albero pericoloso, e c’è una prima ordinanza che ne decreta l’abbattimento. A quel punto veniamo a conoscenza della vicenda e ci interessiamo affinché la stampa se ne occupi e si desti l’attenzione del Servizio Giardini Municipale. I suoi tecnici, e anche quelli del Corpo Forestale dello Stato, definiscono l’albero magnifico, prezioso e in perfetto stato di salute, nonché stabile, e producono due chiare perizie. Il caso si riapre, ma nel luglio 2010, a causa di un secondo ctu che smentisce questi pareri autorevoli, un provvedimento conferma la precedente ordinanza del Tribunale di Roma, secondo cui il pino dev’essere tagliato.
  Qui, il paradosso.
  Come s’è detto, la perizia eseguita dal Servizio Giardini di Roma afferma: “.. il suo stato vegetativo appare ottimo e la struttura non presenta indizi di instabilità… dal punto di vista ambientale e paesaggistico si tratta di un vero e proprio ‘patriarca’…”. Quindi, la relazione di un tecnico del Corpo Forestale dello Stato: “La pianta non evidenzia una struttura tale da ritenersi a rischio di staticità.. lo stato vegetativo è ottimo…” 
  Inoltre, l’albero è vincolato dalla Carta della Qualità della Soprintendenza di Roma (ricade nella Carta della Qualità di P.R.G. del Comune di Roma (Tav. gl_a: Morfologia degli impianti urbani espansione otto – novecentesca – Impianti con progetto unitario e disegno urbano a struttura, e  il Dip. X – Politiche Ambientali e del Verde Urbano ha espresso parere al mantenimento dell’alberatura con nota n. QL 71266 del 08.10.2009)  e la stessa Soprintendenza, da noi interpellata, ha appena ribadito la persistenza vincolo e il suo parere negativo all’abbattimento dell’albero.




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Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65)
Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili
Plutarco (47 d.C.-127 d.C)
Non vi vergognate di mischiare i frutti coltivati al sangue delle uccisioni? Dite che sono selvatici i serpenti, le pantere e i leoni, mentre voi stessi uccidete altre vite, senza cedere affatto a tali animali quanto a crudeltà. Ma per loro il sangue è un cibo vitale, invece per voi è semplicemente una delizia del gusto.
Plutarco (47 d.C.-127 d.C)
Per un minuscolo pezzo di carne priviamo un essere vivente della luce del sole e del corso dell'esistenza, per cui esso è nato ed è stato generato. Per di più, crediamo che i suoni e le strida che gli animali emettono siano voci inarticolate e non piuttosto preghiere, suppliche e richieste di giustizia.