<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La Vita degli Altri &#187; News</title>
	<atom:link href="http://www.lavitadeglialtri.org/categorie/news/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lavitadeglialtri.org</link>
	<description>La Vita degli Altri Onlus</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Nov 2011 12:31:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Applicare la legge sul randagismo, anziché cambiarla &#8211; di MARGHERITA D&#8217;AMICO</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/applicare-la-legge-sul-randagismo-anziche-cambiarla-di-margherita-damico-617</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/applicare-la-legge-sul-randagismo-anziche-cambiarla-di-margherita-damico-617#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 12:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=617</guid>
		<description><![CDATA[ Se la nazionalità, attraverso le leggi del paese d&#8217;appartenenza, ci conferisce una serie di prerogative, laddove siamo costretti a cambiare stato e passaporto queste possono cambiare. Simili argomenti sono alla base dei dibattiti sull&#8217;estradizione. Per analoghi motivi, è molto raro che un bambino italiano venga dato in adozione all&#8217;estero e ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/dogs-in-rail.bmp"></a><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/cane-Palizzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-627" title="Filippo Palizzi - collezione privata" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/cane-Palizzi-278x300.jpg" alt="" width="278" height="300" /></a> Se la nazionalità, attraverso le leggi del paese d&#8217;appartenenza, ci conferisce una serie di prerogative, laddove siamo costretti a cambiare stato e passaporto queste possono cambiare. Simili argomenti sono alla base dei dibattiti sull&#8217;estradizione. Per analoghi motivi, è molto raro che un bambino italiano venga dato in adozione all&#8217;estero e in quei particolari casi vengono messe in atto procedure accorte, evitando tra l&#8217;altro come destinazione luoghi che prevedano, per esempio, infibulazione, torture o pena di morte.<br />
 Senza inutilmente perderci nel valutare quale specifico valore la società attribuisca alla vita di un animale definito d&#8217;affezione, nel momento in cui la normativa lo garantisce, proprio perché egli non è in grado di decidere per sé il trasferimento forzato in una situazione giuridica differente da quella di provenienza è illegittimo.<br />
 In Italia la legge 281 del 1991 vieta la soppressione di cani e gatti nei canili, proibisce che essi siano oggetto di qualsiasi sperimentazione, impone a comuni e asl di vigilare sul loro benessere. Nella maggior parte degli altri paesi Europei, per non dire quasi in tutti, non funziona allo stesso modo. I canili svizzeri sono deliziosamente sgombri perché gli ospiti vengono eliminati dopo pochi giorni, e il cittadino che sia stufo del suo barboncino può, secondo regole apprezzate, recarsi dal veterinario e ottenere l&#8217;eutanasia.<br />
 Perché dunque un animale italiano dovrebbe finire assegnato in un paese così organizzato, quando tra l&#8217;altro nel nostro &#8211; eccettuato il rischio del disastro economico che potrebbe mettere a repentaglio lo status delle specie <em>amiche</em> &#8211; esistono tutti i presupposti per buone pratiche di adozione? Se pure richiesto in buona fede e da persone ineccepibili potrebbe smarrirsi, ritrovarsi per i casi della vita senza più padroni, essere ceduto a terzi o finire in eredità a gente che non vuole peli sul tappeto. Meglio questo rischio che non marcire nell&#8217;inferno di un canile lager, obietterà qualcuno. Ma a questo esiste un rimedio differente, che passa per la pratica capillare delle sterilizzazioni, anche nelle case private, determinando inoltre limiti alle attività sfrenate di alcuni allevatori (dove finiscono i cuccioli venuti male, e le fattrici a fine carriera?). Senza arginare il flusso perenne delle nascite è inutile svuotare i rifugi, che senza soluzione di continuità tornano a riempirsi.<br />
 E&#8217; evidente dunque che le adozioni all&#8217;estero vengono effettuate in contraddizione alla nostra vigente normativa. Né proibirle con chiarezza influirebbe in alcun modo sulla libera circolazione degli animali nell&#8217;UE. <br />
 Tuttavia, di questi tempi, nella Commissione Affari Sociali della Camera, incredibilmente si discute proprio di riformare la 281/91:  è stato emesso un testo unificato che nasce da proposte di legge provenienti da varie forze politiche. Se la ragione di una simile iniziativa è lasciare il segno, sarebbe assai meglio farsi ricordare per aver ottenuto la giusta applicazione di una normativa fra le più avanzate sul piano internazionale in materia di randagismo.</p>
<p>da <a href="http://www.ilrespiro.eu">www.ilrespiro.eu</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/applicare-la-legge-sul-randagismo-anziche-cambiarla-di-margherita-damico-617/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;INCHIESTA. Adozioni di cani e gatti all&#8217;estero, a migliaia verso l&#8217;ignoto &#8211; di MARGHERITA D&#8217;AMICO</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/linchiesta-adozioni-di-cani-e-gatti-allestero-a-migliaia-verso-lignoto-di-margherita-damico-613</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/linchiesta-adozioni-di-cani-e-gatti-allestero-a-migliaia-verso-lignoto-di-margherita-damico-613#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 12:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=613</guid>
		<description><![CDATA[ A centinaia di migliaia, spediti in carichi abbondanti su furgoni, station wagon, oppure affidati ai cosiddetti padrini di volo, cani e gatti randagi provenienti dall&#8217;Italia, ma anche da Spagna, Grecia o Turchia, confluiscono ogni anno nei paesi del nord Europa che li richiedono in adozione. Saranno senz&#8217;altro civilissimi e generosi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/pongo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-614" title="copyright Walt Disney" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/pongo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>A centinaia di migliaia, spediti in carichi abbondanti su furgoni, station wagon, oppure affidati ai cosiddetti <em>padrini di volo</em>, cani e gatti randagi provenienti dall&#8217;Italia, ma anche da Spagna, Grecia o Turchia, confluiscono ogni anno nei paesi del nord Europa che li richiedono in adozione.<em> </em>Saranno senz&#8217;altro civilissimi e generosi i cittadini tedeschi, svizzeri, austriaci, belgi e non meno gli svedesi e i norvegesi, ma assorbire sistematicamente un numero incalcolabile di animali altrui abbandonati e spesso malati è qualcosa che va contro la logica e il buon senso. Soprattutto quando di regola nelle rispettive strutture nazionali, <a href="../articolo1.asp?id=294">come pure avviene negli USA</a>, gli animali abbandonati o comunque non reclamati vengono presto uccisi. Ma dopo lunga rimozione collettiva, a dispetto di un&#8217;infinita serie di denunce e tentativi di contrastare tali deportazioni, i dubbi iniziano ad affermarsi e un processo che avrà inizio il 19 dicembre a Napoli rischia di costringere la comunità internazionale a guardare e rispondere.<br />
 <br />
 Di sicuro esistono operatori coscienziosi e si verificano affidi fortunati anche oltre frontiera, inoltre non si mettono in discussione l&#8217;energia, la generosità, la capacità e la dedizione di tanti volontari che al benessere degli animali talvolta addirittura sacrificano il proprio. Ma può accadere che bene e male si sovrappongano, a beneficio di un sistema incontrollabile e illegittimo nelle sue procedure.</p>
<p> La normativa italiana in materia di randagismo fa infatti riferimento alla legge quadro 281 del 1991, probabilmente la più progredita del mondo, che al punto 2 recita &#8220;<em>I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell&#8217;articolo 4, non possono essere soppressi</em>&#8221; e al punto 3 &#8220;<em>I cani catturati o comunque provenienti dalle strutture di cui al comma 1 dell&#8217;articolo 4, non possono essere destinati alla sperimentazione</em>&#8220;. Nei paesi che accolgono a profusione i nostri animali, invece, le regole sono diverse. Oltre alle generalizzate soppressioni nei canili, di caso in caso sono gli stessi privati che, volendo &#8211; senza dover fornire particolari giustificazioni &#8211; possono ottenere legale eutanasia per l&#8217;esemplare divenuto indesiderato. Altri codici prevedono la legittima eventualità che il proprietario ceda cane o micio ai laboratori di sperimentazione. Questa infatti, i tavoli dei test farmacologici e cosmetici magari in deroga a normative compiacenti, è l&#8217;ipotesi più diffusa, suffragata anche da significativi movimenti di denaro. Ma non si esclude l&#8217;utilizzo degli animali per pelli e pellicce, materassi, né l&#8217;impiego della loro carne (se non a uso umano: per cinesi, vietnamiti e coreani costituisce un piatto abituale, che prevede lo scuoiamento del soggetto ancora vivo) per mangimi destinati ai consimili più fortunati. L&#8217;aumento esponenziale delle intolleranze alimentari e malattie gastroenteriche fra gli animali domestici non dimostra nulla, naturalmente, ma è un fatto. E ancora, c&#8217;è chi ipotizza che in certi casi i viaggi dei cani per tutta Europa possano <a href="http://www.doggennetz.de/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=183:aua-47-hunde-als-drogenkuriere&amp;catid=35:aua&amp;Itemid=53">permettere spostamenti di droga</a>. <a href="http://www.guardiacivil.org/prensa/notas/noticia.jsp?idnoticia=1500">Nel 2004 la Guardia Civil spagnola intercettò all&#8217;aeroporto di Barajas una partita di 4.550 grammi di cocaina purissima proveniente dalla Colombia nascosta nel corpo di cani vivi.</a> In quell&#8217;occasione gli animali furono operati (e sopravvissero) per recuperare 49 capsule cilindriche contenenti la polvere bianca. <br />
 <br />
 Secondo quanto segnalato con preoccupazione dalla giornalista tedesca Karin Burger in un articolo del 2010, nella sola Germania si importerebbero dall&#8217;estero fra i 250 e i 400mila cani l&#8217;anno. Sono valutazioni forse ottenute attraverso i certificati di adozione, obbligatori per i cani, o interrogando le banche dati sanitarie. Senza tener conto magari di quanti passano i confini confusi nel mucchio e privi di documenti, e neppure di tutti i gatti che, senza anagrafe né obbligo di microchip, viaggiano in spaventosa, invisibile moltitudine.<br />
 <br />
 &#8221;Stando a quanto avviene da oltre 40 anni, con un notevole incremento nelle ultime stagioni, in Svizzera, Germania, Austria, Belgio, ogni abitante dovrebbe oggi possedere un canile. Poi però, quando si va in questi paesi, per strada s&#8217;incontrano solo cani di razza e non meticci, tantomeno animali storpi o handicappati,&#8221; osserva Enrica Boiocchi, vicepresidente del <a href="http://www.bairo.info/">Gruppo Bairo</a>, associazione estremamente vigile sulla materia. &#8220;Già nel secolo scorso in Lombardia fra le cascine passavano i camioncini a raccogliere gli animali <em>in più</em> per la vivisezione: allora si diceva, oggi bisogna ricorrere a stratagemmi,&#8221; prosegue. &#8220;Però, finché non vedi con i tuoi occhi non capisci. Partecipai al fermo di un carico al confine con la Svizzera: un trasportino per gatti di quelli piccoli, di stoffa, ne conteneva nove. Coperti di vomito e feci, completamente disidratati. Non si staccavano più dalle ciotole dell&#8217;acqua, e malgrado i nostri sforzi morirono quasi tutti. I cani, come di prassi in queste spaventose spedizioni, erano sedati, imbambolati, nemmeno si tenevano seduti. Ogni giorno decine di mezzi carichi di questi sventurati passano la frontiera svizzera, li vediamo, eppure non li ferma nessuno. In ogni caso gli animali dovrebbero rimanere nel loro territorio ed essere adottati a casa propria.&#8221;<br />
 Stipati nelle gabbie all&#8217;interno dei veicoli, a gruppi di 50 e più, essi al contrario attraversano la Penisola e oltrepassano i modestissimi controlli. Il sistema informativo comunitario TRACES (TRade Control and Export System), piattaforma informatica veterinaria che dovrebbe segnalare, certificare e verificare esportazioni, importazioni e scambi di animali e prodotti di origine animale, prevede che al momento del rilascio della documentazione necessaria al viaggio per un numero di cani superiore a cinque l&#8217;autorità sanitaria di un paese mandi comunicazione per via informatica all&#8217;autorità omologa del paese di destinazione. L&#8217;ostacolo è presto aggirato, perché ogni volta i cani vengono intestati per un massimo di cinque all&#8217;associazione richiedente, o al singolo adottatore straniero, e poco importa poi se viaggino tutti sullo stesso mezzo. <br />
 <br />
 Dai canili e dalle strade italiane, quasi sempre grazie all&#8217;interessamento di associazioni straniere operative sul nostro territorio con l&#8217;ausilio di una rete di collaborazione nostrana (attiva anche sul Web per mezzo di siti, blog e pagine di facebook che respingono l&#8217;animalista esperto e esercitano attività di facciata servendosi dell&#8217;adesione degli appassionati più ingenui) anziché all&#8217;adozione diretta moltissimi animali finiscono in stallo nei rifugi degli altri paesi, in attesa di una sistemazione. Se la legge tedesca prevede solo la <em>Schutzgebuehr</em>, una tassa al momento di ritirare l&#8217;esemplare dalla struttura pubblica, è in vigore l&#8217;usanza di pagare un riscatto che può arrivare fino a 350-400 euro a cane, giustificato dalle associazioni come rimborso per i costi sostenuti. Su Internet, siti tedeschi mettono in vendita meticci a cifre analoghe: comunque ben inferiori al costo di un esemplare allevato espressamente per essere sacrificato alla ricerca. &#8220;L&#8217;ipotesi di un mercato di questo genere è purtroppo attendibile e getta ulteriore discredito sulle attività dei laboratori che sperimentano sugli animali,&#8221; commenta Fabrizia Pratesi, coordinatrice di <a href="http://www.equivita.it/index.php/it/">Equivita</a>. &#8220;Non solo dunque utilizzano risultati ottenuti su specie diverse dall&#8217;uomo, ma si basano all&#8217;occorrenza su soggetti non uniformi fra loro, di cui non si conosce il passato.&#8221;<br />
 <br />
 &#8221;C&#8217;è un giro di denaro enorme, interessi smisurati: infatti, malgrado le incessanti segnalazioni e denunce da parte degli attivisti di tutto il mondo, non ultimi quelli dei paesi importatori, e le evidenze riscontrate ogni volta, questo mostro tentacolare è sempre più attivo,&#8221; dice Francarita Catelani, fondatrice di <a href="http://www.unacremona.it/index.html">UNA-Uomo Natura Animali Cremona </a>e veterana nella battaglia contro le esportazioni di animali d&#8217;affezione. &#8220;Sono finita in questa voragine a metà degli anni 90. Dal napoletano ci segnalarono che la titolare di un&#8217;associazione tedesca stava partendo con un carico di cani. Furono prima fermati a Barberino del Mugello, ma la Asl li lasciò passare. Poi, a Como Brogeda, lo stop. Ci presentammo alle 3 del mattino, era pieno di polizia: sapevano del nostro arrivo. C&#8217;erano tre veterinari della Asl che invece di contare i cani &#8211; 42 uno sull&#8217;altro, tutti addormentati &#8221; ricorda &#8220;facevano il filo a una nostra volontaria che era uno schianto. Finché il capo veterinario della Asl di Como capì. Redasse tre verbali e il giorno dopo il furgone fu scortato fino all&#8217;imbocco dell&#8217;autostrada, reinstradato verso Caserta. Ma di sicuro, girato l&#8217;angolo, riprese il suo cammino. L&#8217;autista era un ragazzo. Gli chiesi: &#8216;Ti rendi conto di cosa stai facendo?&#8217; E lui: &#8216;Mi pagano&#8217;. Quella notte, durante il fermo, a un certo momento sopraggiunse un&#8217;automobile di lusso da cui scese una donna opulenta che consegnò assegni alla tedesca e all&#8217;autista.&#8221; Ma la vicenda di Como non costituisce l&#8217;unico caso di intervento delle forze dell&#8217;ordine in merito a tratte di cani verso l&#8217;estero. &#8220;Succede, quando riusciamo a farci ascoltare, ma poi tutto rimane come prima. Un paio d&#8217;anni fa ad Ancona sono stati bloccati 102 cani provenienti dalla Grecia,&#8221; dice ancora la Catelani. &#8220;Una parte fu trattenuta in Italia, altri purtroppo furono consegnati ai presunti adottatori, i quali inviavano foto dei bambini piangenti in attesa del <em>pet</em>. C&#8217;è stato un fermo ad Arezzo sei anni fa, e ancora uno a Padova. E a Verona, nel 1995, si aprì un&#8217;indagine per verificare nomi e indirizzi a cui erano stati dati in adozione 100 cani. Risultarono tutti falsi, dal primo all&#8217;ultimo. Abbiamo scritto ai consoli, ai parlamentari &#8211; sia i precedenti che gli attuali, ai Nas: niente. Un&#8217;associazione spagnola (adesso tra l&#8217;altro carichi di galgo dalle perreras approdano pure in Italia; qualcuno va in famiglia, altri transitano negli stalli e così via) si è rivolta alla Commissione Europea. Hanno risposto che circa i canili di competenza dei vari stati non si può fare niente.&#8221;  <a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/verona1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-615" title="Nel 1995 le autorita' di Verona cercano riscontro riguardo 100 cani adottati in Germania: nomi e indirizzi degli adottanti risultano tutti fasulli" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/11/verona1-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a><br />
 </p>
<p> Qualcuno però, non dandosi per vinto, ottiene ragione. E&#8217; un piccolo gruppo di volontari di Ischia, riuniti poi in <a href="http://www.unaecoanimali.it/">UNA</a> Ischia, che per anni si oppone alle massicce esportazioni organizzate dal canile di Forio. Per molto tempo luogo di confluenza degli animali senza padrone di tutta l&#8217;Isola, che conta sei comuni, è in origine gestito da una signora tedesca di nome Annemarie Ernst che nel 2003 tenta un clamoroso suicidio e, sopravvissuta, torna in patria lasciando le redini a un gruppetto di collaboratori tedeschi e italiani. I veicoli in partenza da Forio sono così stracolmi di cani e gatti, fin sotto il tetto, che ci si domanda come possano raggiungere incolumi le loro destinazioni, tantopiù che molti sono affetti da leihsmaniosi e altre gravi patologie. Solo nel 2006, a suon di denunce, gli animalisti riescono a ottenere il fermo di un furgone e l&#8217;avvio di un&#8217;indagine assai accurata da parte della Procura di Napoli condotta dal pm Maria Cristina Gargiulo, che si serve anche di intercettazioni telefoniche.<br />
 Sotto pressione, gli inquisiti ricorrono sempre più di frequente ai &#8220;padrini di volo&#8221;, cittadini tedeschi usati come prestanome per l&#8217;espatrio degli animali. Ma l&#8217;inchiesta prosegue, la Procura avanza due rogatorie internazionali e la fase preliminare si conclude con il rinvio a giudizio di cinque imputati per maltrattamento di animali, falsità ideologica e materiale, associazione per delinquere finalizzata all&#8217;illecito traffico di esseri senzienti.</p>
<p> Recitano gli atti giudiziari:<br />
 <em>Si aveva, così, modo di riscontrare i diversi casi di adozioni internazionali anomale, che già le attività captative avevano portato alla luce, ossia &#8211; in primo luogo &#8211; questi casi di adozione (definibili &#8220;fittizie&#8221;) in relazione alle quali risultavano adottanti persone diverse da quelle cui gli animali erano realmente destinati (persone fisiche o canili dislocati in Germania) e &#8211; in secondo luogo &#8211; i casi di adozioni completamente fasulle, ossia disconosciute dalle persone che figuravano dalla documentazione quali adottanti e rivelatesi il frutto dell&#8217;attività &#8211; posta in essere da alcuni indagati &#8211; di carpimento della buona fede dei firmatari.<br />
 </em>E ancora:<br />
  <em>Nel novembre 2006 è stata avanzata una prima rogatoria internazionale diretta all&#8217;A.G. tedesca, volta ad accertare destinazione reale in Germania degli animali oggetto delle false adozioni &#8230; Gli esiti di tale prima rogatoria, pur escludendo episodi di maltrattamento sugli animali trasportati in Germania, hanno confermato che gli stessi giungono in terra tedesca accompagnati da &#8220;finti padrini&#8221; i quali, poi, già all&#8217;aereoporto della località di destinazione finale, li cedono agli effettivi adottanti od ai &#8220;corrieri dei canili tedeschi&#8221; (che, poi, rivenderanno a terzi gli animali). &#8230;.. Nel maggio 2007 la Procura di Napoli avanzava a integrazione della prima un&#8217;altra richiesta di assistenza internazionale, con cui, previa allegazione dei bonifici bancari esteri pervenuti sui c/c bancari italiani della Fondazione &#8220;Ernst&#8221; &#8230; intendeva approfondire i profili inerenti il sostentamento della Fondazione attenzionata, con particolare riguardo all&#8217;identità dei finanziatori della medesima, interessati al mantenimento del flusso di trasferimento dei cani in Germania. Gli esiti di tale seconda rogatoria non risultano pervenuti.<br />
</em><em> </em>Nel frattempo, però, il rifugio è stato ceduto alla Pro Animale Fur Tiere in Not e. V. basata in Germania (dove ha già subito una condanna per maltrattamento di animali) che ha 32 punti di raccolta e smistamento di cani e gatti in tutta Europa. In data 15 maggio 2010 l&#8217;associazione firma un compromesso con il Comune di Forio: rinuncia a un credito di 62.500 euro maturato dai precedenti gestori in cambio dell&#8217;affidamento definitivo di 51 cani. Le spedizioni di animali vengono ufficialmente interdette solo nell&#8217;estate 2011 a seguito di un intervento della Asl, in attesa degli esiti del processo che avrà inizio presso il Tribunale di Napoli fra poco più di un mese.<br />
 <br />
 Non si può certo affermare, comunque, che in linea di principio le aziende sanitarie locali mostrino attenzione o cautela rispetto al fenomeno delle adozioni all&#8217;estero, se non in rari casi di sensibilità dei singoli o sotto la pressione di interventi esterni. E&#8217; attraverso i loro registri, infatti, che scorrono a centinaia, migliaia, le pratiche. Sono i loro uffici che appongono timbri su certificati e passaporti. Come non insospettirsi di fronte ai numeri eccezionali, davanti alle stesse persone che richiedono venti, trenta, cinquanta lasciapassare per volta? Nessun dubbio, quando accade che una stessa associazione si registri in alternanza con denominazioni lievemente modificate, a cui tra l&#8217;altro corrispondono codici fiscali diversi?<br />
 Eppure, secondo la nostra normativa, non solo le Asl sono responsabili della salute degli animali randagi, di proprietà dei comuni, ma insieme a questi ultimi hanno precisi obblighi di vigilanza anche riguardo il loro affidamento. Ma in quale modo si può avere riscontro di un cane che finisce in un altro paese, con anagrafi frazionate e nessuna forma di rintracciabilità? </p>
<p> Il senso di una legge così garantista dei diritti degli animali come la 281/91 è di attuare parallelamente massicce campagne di sterilizzazione &#8211; l&#8217;unico modo serio di evitare il randagismo -, politiche di sensibilizzazione in tal senso anche presso i privati e attività di adozione controllata nell&#8217;ambito del territorio di provenienza dell&#8217;animale. Eppure, qualche anno fa &#8220;un&#8217;indagine rivelò che al sud, da molte regioni, i fondi attribuiti dalla 281/91 non venivano nemmeno richiesti,&#8221; spiega Annamaria Procacci oggi consigliere nazionale dell&#8217;<a href="http://www.enpa.it/">ENPA-Ente nazionale protezione animali</a>, più che mai competente della materia poiché fu proprio lei, da deputato Verde, a presentare nel 1998 in Parlamento la proposta che dette il via alla legiferazione.<br />
 Soprattutto nel meridione, vige piuttosto l&#8217;abitudine di assegnare gli appalti in convenzione, vale a dire i finanziamenti pubblici, a strutture che si aggiudicano le gare al massimo ribasso. In Calabria, Campania, Puglia e altre regioni esistono canili giganteschi, o di medie e piccole dimensioni, che asseriscono di mantenere gli animali a cifre impossibili: un euro e mezzo cadauno al giorno. Con tale somma il cane o il gatto verrebbe accalappiato, nutrito, curato, sterilizzato, nel primo caso microchippato. Il pacchetto include smaltimento delle carcasse e inesistenti campagne di adozione. Per parte loro, gli enti locali sono lieti di stanziare sovvenzioni ridotte al minimo, così non investono nelle sterilizzazioni né nell&#8217;educazione o nelle adozioni. Gli animali finiscono in un buco nero da cui non riemergeranno più. Tanti muoiono di stenti, altri vengono eliminati sommariamente, qualcuno finisce alle lotte clandestine (esche e combattenti), altri ancora, perché no, possono essere esportati. Per le comunità sono numeri ingombranti, l&#8217;importante è sbarazzarsene: se poi qualcuno ci guadagna, meglio.<br />
 <br />
 Molti di questi luoghi sono stati teatro di lunghe e sofferte battaglie animaliste, uno per tutti il celebre canile lager di Cicerale del Cilento. Altri sono stati indagati da ottime inchieste giornalistiche. In tempi recenti alcuni coraggiosi servizi di Roberta Badaloni per il Tg1 hanno messo in luce anomalie nel meccanismo che regola diverse strutture del sud.<br />
 <br />
 Qualche volta la chiusura al progresso può essere determinata da superficialità. Fu forse il caso di Porto Empedocle, in Sicilia, dove nel 2008 una signora piemontese inviò a proprie spese un veterinario esperto in catture e sterilizzazioni, previo accordo con le autorità locali, perché colpita dalle innumerevoli segnalazioni di cani abbandonati, seviziati e bisognosi di soccorso provenienti da quella zona. Ma il medico, che rimase lì quindici giorni, a causa di sopraggiunti intoppi burocratico-sanitari non fu messo in condizione di operare un solo animale. Non che la zona fosse priva di randagi: l&#8217;anno successivo a Modica alcuni cani inselvatichiti attaccarono l&#8217;uomo, così in buona parte dell&#8217;isola i cacciatori furono incaricati di stermini.<br />
 <br />
 In altre occasioni, sono le stesse autorità responsabili a favorire le trasferte di animali all&#8217;estero. Nel 2006 la Asl di Rieti, nella necessità di svuotare il canile di Cantalice al centro di furiose polemiche circa le pessime condizioni in cui gli ospiti erano detenuti, siglò un protocollo d&#8217;intesa con alcune associazioni, una delle quali straniera e specializzata in adozioni in Austria e Germania. L&#8217;accordo era propedeutico alle operazioni di affido che si svolsero nel 2010, inviando all&#8217;estero oltre 100 cani. &#8220;Noi abbiamo la coscienza a posto. Ci fidavamo molto delle persone che si sono assunte l&#8217;incarico e a breve abbiamo ricevuto le fotografie dei cani sui divani delle nuove case, abbracciati ai padroni,&#8221; dice il dottor Angelo Toni, direttore del Dipartimento di Prevenzione e responsabile dei Servizi Veterinari della Asl di Rieti. Di tutti? &#8220;Bè, non proprio. Esiste il diritto alla privacy, ma nel caso siamo aperti all&#8217;ipotesi di ricontattarli pregandoli di rendersi disponibili a una verifica.&#8221;<br />
 <br />
 &#8221;Nell&#8217;insieme, quello delle adozioni all&#8217;estero è un fenomeno che teniamo d&#8217;occhio e stiamo analizzando attraverso riunioni in cui abbiamo sentito Asl e rappresentanti delle varie regioni,&#8221; dice Rosalba Matassa, dirigente veterinario alla Direzione generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario al Ministero della Salute. &#8220;Conosciamo anche casi di grande trasparenza, ma è vero che una volta usciti dall&#8217;Italia di questi animali si perde ogni tracciabilità. Così, più di un anno fa, abbiamo provato a proporre una procedura operativa condivisa per effettuare i controlli a Svezia, Svizzera, Germania e Austria. Non ci ha risposto nessuno se non la Svizzera, obiettando che loro si regolano per conto proprio con il TRACES. Credo che convocheremo presto un nuovo tavolo invitando anche le associazioni,&#8221; prosegue &#8220;quindi l&#8217;idea è di richiedere l&#8217;intervento della Commissione Europea.&#8221; </p>
<p> Non sempre gli animali spediti altrove provengono da canili e rifugi. C&#8217;è infatti chi li accalappia per strada, in campagna, senza curarsi se facciano parte di colonie feline o gruppi di cani liberi accuditi (a meno che non si dimostrino mordaci, i CLA hanno ogni diritto di rimanere sul territorio donde non possono essere prelevati senza specifiche ragioni e autorizzazioni). Inoltre, c&#8217;è chi ruba, rapisce. Nei giardini, all&#8217;interno delle proprietà, nelle auto in sosta, fuori dai negozi. Quanti animali spariscono di continuo senza più lasciare traccia, se non ferite insanabili nell&#8217;animo di chi li ama? Denunciare il furto di un gatto equivale a segnalare quello di una bicicletta: impensabile che qualcuno si metta alla sua ricerca, eppure tanto spesso queste creature rappresentano per le persone affetti profondi, anche fondamentali.<br />
 <br />
 A volte, per noi, i grandi numeri conducono all&#8217;astrazione. Nell&#8217;immensa tratta di animali, troppi, che ogni giorno partono verso luoghi ignoti, non riusciamo, non vogliamo mettere a fuoco un sentimento preciso. Ma soffermandosi a ragionare, anche chi non prova particolare attrazione per le forme di vita diverse dalla propria non stenterà a capire che avversare tali accadimenti significa contrastare movimenti criminali che hanno ripercussioni anche sull&#8217;esistenza dell&#8217;uomo. Chi invece ama gli animali, non si smarrisca in quella torma. Per un istante immagini che dentro una gabbie ammassata sul fondo di qualche furgone ci sia il <em>suo</em> cane, o il suo gatto, sottratto alla casa e alle certezze. Drogato, spaventato, confuso, solo, verso l&#8217;ignoto. E proprio perché non è impossibile, ci aiuterà a comprendere meglio il significato di questo orribile traffico, al cui riguardo è necessario ottenere immediati provvedimenti, chiarezza e giustizia.</p>
<p>da <a href="http://www.ilrespiro.eu">www.ilrespiro.eu</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/linchiesta-adozioni-di-cani-e-gatti-allestero-a-migliaia-verso-lignoto-di-margherita-damico-613/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>8 hours, LVDA sostiene la campagna: firma subito!</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/8-hours-lvda-sostiene-la-campagna-firma-subito-607</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/8-hours-lvda-sostiene-la-campagna-firma-subito-607#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 12:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=607</guid>
		<description><![CDATA[ Pur augurandoci un mondo che guardi alla vita di tutti gli animali con uguale rispetto, il largo tratto che ci separa dal nostro ideale deve parlare la lingua del compromesso e della sostenibilità.  L&#8217;orrore degli allevamenti intensivi e dei mattatoi è moltiplicato ogni giorno da un calvario che milioni di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/10/8hours-tagliato1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-609" title="8hours" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/10/8hours-tagliato1.jpg" alt="" width="150" height="54" /></a> Pur augurandoci un mondo che guardi alla vita di tutti gli animali con uguale rispetto, il largo tratto che ci separa dal nostro ideale deve parlare la lingua del compromesso e della sostenibilità.<br />
 L&#8217;orrore degli allevamenti intensivi e dei mattatoi è moltiplicato ogni giorno da un calvario che milioni di animali sono costretti a subire: lunghissime e irrazionali tratte lungo strade e autostrade di tutta l&#8217;Europa con destinazione ultima il macello. L&#8217;attuale normativa comunitaria consente infatti che essi viaggino anche per diversi giorni, purché si rispetti il ciclo di 24 ore di viaggio e 24 di sosta, da ripetersi per un numero indefinibile di volte.<br />
 Di solito, come tutti noi peraltro possiamo osservare con angoscia quando ci troviamo al volante, gli animali vengono trasportati in condizioni agghiaccianti, stipati uno sull&#8217;altro, maltrattati, affamati, assetati. I camion sono dotati di impianti di ventilazione ridicoli e ben di rado i conducenti mostrano un minimo di pietà per gli sventurati passeggeri.<br />
 Esiste oggi un&#8217;importante proposta di legge, che anche La Vita degli Altri onlus &#8211; dunque il Respiro che ne è il progetto di comunicazione &#8211; ha deciso di sostenere. Si tratta di una campagna internazionale lanciata da Animals’ Angels e dall’europarlamentare danese Dan Jørgensen a favore di un limite europeo di 8 ore, non un minuto di più, per le tratte degli animali destinati alla carne, dall&#8217;allevamento al mattatoio. 8hours ha lanciato una petizione e si propone di raggiungere un milione di firme in vista della relazione della Commissione Europea concernente le ripercussioni del Regolamento sulla protezione degli animali durante il trasporto attesa per la fine di quest’anno.<br />
Firma subito anche tu online sul sito <strong><a href="http://www.8hours.eu/">www.8hours.eu</a></strong> e chiedi ai tuoi amici di fare altrettanto: il tuo contributo è importantissimo per ottenere ascolto riguardo un tema così civile. Rendere perlomeno accettabili le ultime ore di vita degli animali più sfortunati e sfruttati dall&#8217;uomo.</p>
<p><a href="http://www.8hours.eu/gen_upload/petition_form_-_italian.pdf">http://www.8hours.eu/gen_upload/petition_form_-_italian.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/8-hours-lvda-sostiene-la-campagna-firma-subito-607/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LUCA ZINGARETTI: &#8220;Vi prego di restituire Alì, il cane guida di Tommaso: l&#8217;amico di una vita e i suoi occhi&#8221;</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/luca-zingaretti-vi-prego-di-restituire-ali-il-cane-guida-di-tommaso-lamico-di-una-vita-e-i-suoi-occhi-585</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/luca-zingaretti-vi-prego-di-restituire-ali-il-cane-guida-di-tommaso-lamico-di-una-vita-e-i-suoi-occhi-585#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=585</guid>
		<description><![CDATA[ Videoappello dell&#8217;attore per  il ritrovamento del cane di Tommaso Ferraro, non vedente, rubato in provincia di Agrigento il 21 luglio scorso  Con un video appello diffuso attraverso il sito ambientalista e animalista Il Respiro, www.ilrespiro.eu, di cui è testimonial, l&#8217;attore Luca Zingaretti si unisce alla solidarietà che in questi giorni ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="menu">
<div id="logo"><a title="Il Respiro home page" href="/"></a></div>
<div id="voci">
<div><strong><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/07/Luca-leggero.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-587" title="Luca Zingaretti - copyright Gianmarco Chieregato" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/07/Luca-leggero.jpg" alt="" width="204" height="184" /></a> Videoappello dell&#8217;attore per  il ritrovamento del cane di Tommaso Ferraro, non vedente, rubato in provincia di Agrigento il 21 luglio scorso</strong></div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div id="sezione">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dnFYQuVI49U" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="300" src="http://www.youtube.com/v/dnFYQuVI49U"></embed></object></p>
<p> Con un video appello diffuso attraverso il sito ambientalista e animalista Il Respiro, www.ilrespiro.eu, di cui è testimonial, l&#8217;attore <strong>Luca Zingaretti</strong> si unisce alla solidarietà che in questi giorni si sta stringendo intorno a <strong>Tommaso Ferraro</strong>, non vedente di 30 anni, al quale il 21 luglio scorso nella Contrada Gorgo di Montallegro (Agrigento) è stato sottratto il cane guida <strong>Alì</strong>. Si trovava nel giardino dei genitori di Tommaso, non indossava collare né imbracatura e la scomparsa è avvenuta verso le 22.</p>
<p><strong> &#8221;Per Tommaso, oltre a essere l&#8217;amico di una vita, il cane è una cosa importante: i suoi occhi,&#8221; dice Zingaretti. &#8220;Io prego le persone che hanno preso Alì di restituirlo.&#8221;</strong></p>
<p> Tommaso è centralinista del Corpo Forestale di Ragusa e ha perso completamente la vista all&#8217;età di 16 anni assieme alla sorella gemella, a causa di una malattia genetica che ha colpito in precedenza anche il fratello maggiore. E&#8217; un ragazzo sportivo e coraggioso; qualche anno fa si è sottoposto negli USA a un intervento sperimentale che a lui ha portato modesti giovamenti, ma grazie anche alla sua disponibilità altri in futuro potranno godere di risultati migliori.</p>
<p> Alì è un pastore tedesco maschio di 9 anni e da 7 vive in totale simbiosi con Tommaso. Non si staccava mai dal suo fianco.</p>
<p> E&#8217; stato addestrato presso il Centro Regionale Helen Keller dell&#8217;Unione Italiana Ciechi di Messina, è sterilizzato e il suo numero di microchip è <strong>0977200001555424</strong><strong>.</strong></p>
<p> Alì ha inoltre un piccolo taglio sull&#8217;orecchio destro (gliene manca un minuscolo frammento) e all&#8217;interno del medesimo compare un tatuaggio molto sbiadito.</p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/blog/luca-zingaretti-vi-prego-di-restituire-ali-il-cane-guida-di-tommaso-lamico-di-una-vita-e-i-suoi-occhi-585/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è nido e nido &#8211; di ANDREA BRUTTI</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/ce-nido-e-nido-di-andrea-brutti-570</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/ce-nido-e-nido-di-andrea-brutti-570#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 11:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=570</guid>
		<description><![CDATA[ Se in questa stagione guardiamo in alto tra le cime degli alberi, nelle loro chiome, oppure osserviamo le siepi più folte o quello strano viavai sui tetti dei palazzi o nelle nicchie dei muri, ci accorgiamo che ormai gli uccelli sono tutti impegnati a metter su casa. C’è chi costruisce ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/05/nido-cicogne.jpg"></a><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/05/nido-cicogne1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-573" title="foto presa da ecologiae.com" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/05/nido-cicogne1.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a> Se in questa stagione guardiamo in alto tra le cime degli alberi, nelle loro chiome, oppure osserviamo le siepi più folte o quello strano viavai sui tetti dei palazzi o nelle nicchie dei muri, ci accorgiamo che ormai gli uccelli sono tutti impegnati a metter su casa. C’è chi costruisce dei nidi a dir poco straordinari, legando con una abilità sconosciuta a noi esseri umani tanto materiale. C’è, invece, chi ristruttura quelli lasciati lo scorso anno per la migrazione, come le rondini e i balestrucci e c’è persino chi sfrutta quelli costruiti da altri, come occasionalmente fanno alcuni rapaci, c’è anche chi non lo costruisce affatto e deposita le uova direttamente nel nido altrui, delegando all’ignara “mamma” adottiva la crescita del piccolo: è il caso del cuculo.<br />
  Sui nidi ci sarebbe veramente molto da dire, perché tante sono le funzioni a cui questa struttura deve adempiere: difesa dai predatori, dal vento e dalla pioggia, ma anche strumento per corteggiare e per mantenere una giusta temperatura per la schiusa delle uova: per tutti questi motivi ho deciso di parlarne in questa puntata, cercando di semplificare e riassumere le informazioni più importanti.<br />
  Gli uccelli hanno a disposizione una serie molto varia di materiali per costruire il proprio nido:  rami e rametti, piccoli pezzi di corteccia ma anche materiale meno naturale utilizzato soprattutto dai volatili che vivono in ambienti urbani, come pezzi di carta e di plastica. Alcuni esemplari utilizzano anche la saliva, che ha la funzione di collante, per ottenere una struttura più stabile.<br />
  Dopo aver costruito l’esterno, gli uccelli si dedicano con cura al rivestimento interno che ha una funzione importantissima per il mantenimento di una adeguata temperatura: molti piccoli, infatti, nascono implumi, quindi senza alcuna protezione dal freddo. A questo scopo gli uccelli utilizzano vari materiali: piume, penne, foglie e muschio.<br />
  Alcune specie sono note non tanto per la “praticità” degli arredi e per la semplicità della struttura, quanto per la particolare attenzione all’estetica: è il caso degli uccelli giardinieri, veri e proprio arredatori naturali. Il maschio dapprima costruisce un nido a terra che culmina con una torre e poi inizia a decorarlo con funghi, fiori, frutti, gusci di lumaca, penne colorate. Poi inizia a cantare e a danzare per attrarre la femmina, la quale sceglierà per accoppiarsi il nido più bello tra tutti quelli proposti dai suoi pretendenti.<br />
  Esistono anche delle specie che decidono di costruire un vero e proprio nido-condominio: alcuni uccelli tessitori africani creano infatti una unica e grande struttura con diverse entrate. Altre specie di uccelli tessitori sono noti per l’abilità con cui creano i nidi, che sono a forma di pendolo e che si trovano appesi ai rami degli alberi in gran numero. Questi nidi Sono a prova di predatore. L’ingresso infatti è costituito da un foro nella parte inferiore, impossibile da raggiungere se non dai volatili stessi!<br />
  Passiamo ora al nido più piccolo e delicato che possiamo osservare, che non spetta alla specie di volatili nota per la sue minuscola dimensione – vale a dire il colibrì &#8211; ma ad un “parente” dei nostri amici rondoni, di cui abbiamo parlato tempo fa. Si tratta del rondone arboreo dalla cresta, che utilizza per la proprio “casa” pezzi di corteccia, piume, penne e persino licheni. Si tratta di una struttura creata per contenere solo un uovo, che l’esemplare incolla con la propria saliva al fondo del nido in modo da evitare che cada.<br />
  Allo stesso modo il primato per il nido più grande non spetta agli struzzi – gli uccelli più grandi del pianeta – ma, sembrerebbe, ad una specie appartenente alla famiglia dei Megapodidi (dei gallinacei con dei piedi molto grandi), che tra l’altro possiedono un’altra particolarità: costruiscono nidi-incubatrice. Infatti Anziché covare, la femmina depone le uova nella struttura creata dal maschio, composta da vegetazione in decomposizione che tra l’altro lo mimetizza. Il maschio, sostituendo man mano la vegetazione, fa si che venga mantenuta costante la temperatura del nido.<br />
  Altre specie appartenenti a questa famiglia utilizzano persino la geotermia o sfruttano il calore del sole sulla sabbia; dobbiamo ammettere che sono sicuramente più abili di noi nell’utilizzo delle energie pulite! E’ stato scoperto che questa tipologia di nido può arrivare a misurare una altezza di 5 metri con un diametro di 16!<br />
  La prossima volta che osserveremo i nidi sono certo che non potremo fare a meno di soffermarci sulle loro incredibili – e spesso ardite – architetture, meravigliandoci ancora una volta per le incredibili ed inimitabili abilità degli uccelli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/ce-nido-e-nido-di-andrea-brutti-570/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luca Zingaretti per Il Respiro legge Il Piccolo Elefante di Kipling</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/luca-zingaretti-per-il-respiro-legge-il-piccolo-elefante-di-kipling-560</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/luca-zingaretti-per-il-respiro-legge-il-piccolo-elefante-di-kipling-560#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 22:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=560</guid>
		<description><![CDATA[   Nel gennaio 2009, alla Casa del Cinema di Roma, Luca Zingaretti leggeva Il Piccolo Elefante di Kipling a conclusione di Il Respiro di Roma &#8211; salviamo i nostri alberi, una giornata di convegno e incontro organizzata da La Vita degli Altri onlus. Un anno dopo è nato IlRespiro.eu.   Con ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BI_iKApikFw" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="300" src="http://www.youtube.com/v/BI_iKApikFw"></embed></object><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3if8gRdkmcE" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="300" src="http://www.youtube.com/v/3if8gRdkmcE"></embed></object><br />
<a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/04/DSC1859e.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-561" title="Luca Zingaretti copyright Gianmarco Chieregato" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/04/DSC1859e-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> Nel gennaio 2009, alla Casa del Cinema di Roma, Luca Zingaretti leggeva Il Piccolo Elefante di Kipling a conclusione di <em>Il Respiro di Roma &#8211; salviamo i nostri alberi</em>, una giornata di convegno e incontro organizzata da La Vita degli Altri onlus. Un anno dopo è nato <em>IlRespiro.eu</em>. <br />
 Con la sua insaziabile e un po&#8217; impertinente curiosità l&#8217;elefantino di Kipling ci invita a non smettere di interrogarci. Attraverso di lui e per mezzo delle parole di uno scrittore che ha eccezionalmente raccontato e metaforicamente utilizzato gli animali, il nostro amico Luca ci invia un messaggio. Ascoltiamolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/luca-zingaretti-per-il-respiro-legge-il-piccolo-elefante-di-kipling-560/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adozioni attente</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/adozioni-attente-552</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/adozioni-attente-552#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 22:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=552</guid>
		<description><![CDATA[  Si avvicina rapida l&#8217;estate.    Canili e gattili sono quasi immancabilmente in stato di emergenza.   Ricordiamo tuttavia che le strutture serie non concedono gli animali in adozione con facilità e superficialità, ma effettuano verifiche.   Non scoraggiatevi dunque se venite sottoposti a quelli che possono sembrarvi veri e propri interrogatori, richieste di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/04/Dig-skygge.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-553" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/04/Dig-skygge-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Si avvicina rapida l&#8217;estate. <br />
  Canili e gattili sono quasi immancabilmente in stato di emergenza.<br />
  Ricordiamo tuttavia che le strutture serie non concedono gli animali in adozione con facilità e superficialità, ma effettuano verifiche.<br />
  Non scoraggiatevi dunque se venite sottoposti a quelli che possono sembrarvi veri e propri interrogatori, richieste di referenze, anche controlli a casa: sono la prova della serietà di chi vi consegna un cane o un gatto.<br />
  Diffidate invece nel modo più assoluto, se capita a voi di trovare un animale da sistemare, delle adozioni facili via Internet o attraverso passaparola non riscontrabili.<br />
  Il Web offre naturalmente straordinarie opportunità di scambio e informazione, tuttavia è sempre imperativo appurare di persona destinazione, attendibilità, garanzie.<br />
  Non affidate mai, per nessuna ragione, animali a chi non conoscete o non potete verificare.<br />
 Ricordate inoltre che le adozioni all&#8217;estero sono estremamente pericolose. Altri paesi infatti hanno leggi diverse dalle nostre che talvolta consentono ad esempio eutanasie facili. <br />
 In ogni caso, la sterilizzazione rimane la miglior prevenzione contro il randagismo e gli abbandoni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/adozioni-attente-552/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Natura e contronatura</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/natura-e-contronatura-540</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/natura-e-contronatura-540#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 22:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=540</guid>
		<description><![CDATA[Può capitare di pensare che sterilizzare gli animali domestici, e anche i cani e i gatti accuditi in libertà, sia un gesto poco gentile e contro natura.   Al contrario, al giorno d&#8217;oggi significa proteggerli, tutelarli da malattie e contenere il numero delle nascite, contribuendo a combattere il randagismo.   In uno stato ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/03/Zucca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-541" title="Zucca" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/03/Zucca-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Può capitare di pensare che sterilizzare gli animali domestici, e anche i cani e i gatti accuditi in libertà, sia un gesto poco gentile e contro natura.<br />
  Al contrario, al giorno d&#8217;oggi significa proteggerli, tutelarli da malattie e contenere il numero delle nascite, contribuendo a combattere il randagismo.<br />
  In uno stato naturale, senza dubbio, cani e gatti, alla pari di ogni altro essere vivente, vivrebbero lietamente la propria condizione predestinata. Dobbiamo però immaginare spazi non completamente invasi e condizionati dall&#8217;uomo, una natura in grado di offrire territorio e cibo a volontà e giusto equilibrio fra predatori di ogni specie.<br />
  Nella natura incontaminata, i cani e ancor prima i loro antenati lupi vivevano in branco, scorazzavano liberi e si accoppiavano a proprio piacimento. Non nell&#8217;unica sessione organizzata dal proprietario. Le colonie feline hanno organizzazione sociale diversa, ma identico è il concetto della totale indipendenza dalle nostre iniziative.<br />
  Questo, in natura.<br />
  Tali condizioni, purtroppo, da noi nella sostanza non esistono più.<br />
  I nostri canili e rifugi oggi traboccano di animali, anche di razza. Il numero di abbandoni, in ogni stagione, è terribile. Abbiamo massicce e crudeli importazioni di cuccioli dai paesi dell&#8217;Est, allevati senza tener conto delle consanguineità, sottratti troppo presto alle madri, trasportati in condizioni orribili e venduti in molti negozi. Ma anche da noi si alleva troppo, grandi numeri nell&#8217;ufficialità in aggiunta a uno sterminato e incontrollato fai-da-te, che va dal superficiale desiderio di far fare i cuccioli al cane di casa a un vero e proprio mercato parallelo, spesso fonte di gravi sofferenze e maltrattamenti per gli animali.<br />
  Sterilizzare il proprio cane o gatto vuol dire evitare di mettere al mondo altri animali ai quali non potremo garantire una sistemazione perfetta, dal momento che difficilmente li terremo tutti noi. E anche affidandoli in mani sicure, andremo a occupare posti che potrebbero essere destinati a altri soggetti bisognosi.<br />
  Sterilizzare le femmine significa prevenire gravidanze isteriche, tumori all&#8217;utero o alla mammella. E anche la reclusione o l&#8217;infastidimento degli altri cani nei periodi del calore. Nei gatti, anche quelli che vivono per strada, i maschi eviteranno di andare in giro a combattere e accoppiarsi, risparmiandosi il contagio con malattie mortali diffusissime.<br />
  Non possiamo certamente sostituirci alla natura, ma se assumiamo cura e responsabilità dei nostri animali possiamo usare una delle doti che meglio dovrebbero distinguerci: la ragionevolezza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/natura-e-contronatura-540/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aie: perché esclusi dal test i cavalli destinati al macello? Chiediamo nuove analisi per Rocket</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/aie-perche-esclusi-dal-test-i-cavalli-destinati-al-macello-chiediamo-nuove-analisi-per-rocket-493</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/aie-perche-esclusi-dal-test-i-cavalli-destinati-al-macello-chiediamo-nuove-analisi-per-rocket-493#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 01:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=493</guid>
		<description><![CDATA[Da settimane stiamo seguendo la vicenda di Rocket: giovane cavalla soposta da molti mesi a sequestro sanitario a Poli, nel Lazio, a causa di un test di discussa interpretazione.   Due volte negativa ai Coggins, gli accertamenti d&#8217;obbligo ufficialmente riconosciuti dai protocolli nazionali e europei per contrastare la diffusione dell&#8217;Anemia infettiva equina, Rocket ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da settimane stiamo seguendo la vicenda di Rocket: giovane cavalla soposta da molti mesi a sequestro sanitario a Poli, nel Lazio, a causa di un test di discussa interpretazione.<br />
  Due volte negativa ai Coggins, gli accertamenti d&#8217;obbligo ufficialmente riconosciuti dai protocolli nazionali e europei per contrastare la diffusione dell&#8217;Anemia infettiva equina, Rocket sarebbe risultata positiva all&#8217;Immunoblotting. Trattasi di un test qui, sembrerebbe, decontestualizzato o comunque oggetto di interpretazione.<br />
  A prescindere da tali materie, esiste un fatto.<br />
  In Italia, sono sottoposti tassativamente al test di Coggins (ripristinato nel 2006) esclusivamente i cavalli in attività sportiva o lavorativa.<br />
  Per ciascuno di loro, per ogni prelievo e analisi, i proprietari pagano annualmente un dazio abbastanza cospicuo nonché obbligatorio, e anche il rimborso chilometrico del tragitto del veterinario della Asl.<br />
  Ma in Italia, sono esclusi dal test di Coggins tutti i poveri equidi destinati al mercato della carne.<br />
  Non sono forse potenziali vettori dell&#8217;infezione, questi animali, come tutti gli altri?<br />
  Non vivono, non viaggiano ammassati in quegli orrendi camion?<br />
  Non potrebbero ugualmente propagare il morbo?<br />
  Ancora: non sono mai state vietate le importazioni di cavalli dalla Romania. La loro destinazione ultima è il mattatoio, ma queste creature vengono caricate nei trasporti anche una settimana prima di iniziare il tragitto. Viaggiano in condizioni mostruose, in gran numero passano le frontiere legalmente, ma in buona parte lo fanno illegalmente, aggirando i controlli.<br />
  In Romania l&#8217;Aie è una malattia conclamata e diffusa, come lo è pure la trichinosi. Con la differenza che l&#8217;Aie si propaga fra i soli equidi, la trichinosi si attacca all&#8217;uomo.<br />
  Perché il Ministero della Salute ha voluto ripristinare il test di Coggins solo per i cavalli da sport?<br />
  Che senso ha?<br />
  Non certo la protezione degli animali, né quella delle persone.<br />
  Semmai, la tutela degli interessi dei commercianti di carne.<br />
  Ben vengano i controlli per prevenire l&#8217;Aie, ma così questo sistema appare privo di logica.<br />
  Chiediamo subito un nuovo test per Rocket.</p>
<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/02/Rocket2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-494" title="Rocket" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/02/Rocket2-171x300.jpg" alt="" width="171" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/aie-perche-esclusi-dal-test-i-cavalli-destinati-al-macello-chiediamo-nuove-analisi-per-rocket-493/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Soprintendenza di Roma si pronuncia di nuovo a tutela del pino di Via Pompeo Magno</title>
		<link>https://www.lavitadeglialtri.org/news/la-soprintendenza-di-roma-si-pronuncia-di-nuovo-a-tutela-del-pino-di-via-pompeo-magno-470</link>
		<comments>https://www.lavitadeglialtri.org/news/la-soprintendenza-di-roma-si-pronuncia-di-nuovo-a-tutela-del-pino-di-via-pompeo-magno-470#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 13:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LVDA</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavitadeglialtri.org/?p=470</guid>
		<description><![CDATA[  La Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma ha diramato un&#8217;importantissima nota a tutela del pino di Via Pompeo Magno, siglata dal direttore regionale Architetto Federica Galloni e firmata dal soprintendente Umberto Broccoli, di cui qui riportiamo il testo, aggiungendo l&#8217;originale in allegato.   Oggetto: Pino privato in via Pompeo Magno 10 A Municipio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/01/pino-tagliato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-472" title="Il pino di via Pompeo Magno, o di Bernhard - copyright Barbara Ledda" src="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/01/pino-tagliato.jpg" alt="" width="286" height="237" /></a>  La Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma ha diramato un&#8217;importantissima nota a tutela del pino di Via Pompeo Magno, siglata dal direttore regionale Architetto Federica Galloni e firmata dal soprintendente Umberto Broccoli, di cui qui riportiamo il testo, aggiungendo l&#8217;originale in allegato.</p>
<p>  <strong>Oggetto: Pino privato in via Pompeo Magno 10 A Municipio XVII</p>
<p></strong>  <strong>Apprendiamo dagli atti che ci sono stati resi noti dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, che l&#8217;albero in questione è stato destinato all&#8217;abbattimento sulla base di un contenzioso insorto tra privati confinanti in relazione alla staticità di un box auto che da tale albero sarebbe minacciato.<br />
  Questo pino secolare costituisce, nel suo contesto, una preziosa testimonianza superstite dell&#8217;urbanizzazione novecentesca del quartiere, e per tale motivo è stato soggetto da parte del vigente Piano Regolatore Generale, al <em>vincolo</em> della Carta della Qualità.<br />
  Il competente Servizio Giardini ha definito la pianta un &#8220;patriarca che adorna coerentemente una palazzina ormai storica del quartiere Prati&#8221;, e lo ha valutato &#8220;in stato vegetativo ottimo&#8221; e dalla struttura &#8220;priva di indizi di instabilità.<br />
  L&#8217;immobile minacciato, tra l&#8217;altro, è un locale di un solo piano di fattura recente rispetto al contesto, dunque di valore incomparabilmente inferiore rispetto all&#8217;abbattendo albero monumentale. Per il mantenimento della sua funzione potranno sicuramente trovarsi soluzioni diverse dall&#8217;eliminazione della pianta.<br />
  Non sussistendo motivi intrinseci per il suo abbattimento, invito pertanto la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e il Dipartimento delle Politiche Ambientali e del Verde Urbano a porre in atto ogni iniziativa necessaria ad evitare la perdita dell&#8217;importante monumento vegetale.</p>
<p>  </strong>Fra i destinatari della nota, l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente della Regione Lazio, Saverio Allegretti, al quale da tempo si chiede impegno per un vincolo puntiforme a protezione ulteriore dello straordinario patriarca.</p>
<p>Ricordiamo che il pino di via Pompeo Magno, altrimenti conosciuto come pino di Bernard</p>
<p><strong><em>ricade nella Carta della Qualità di P.R.G. </em><em>del Comune di Roma</em> <em>(Tav. gl</em><em>_a</em><em>: Morfologia degli impianti urbani&#8217;espansione otto &#8211; novecentesca &#8211; Impianti con progetto unitario e disegno urbano a strutturae che il Dip. X &#8211; Politiche Ambientali e del Verde Urbano ha espresso parere al mantenimento dell&#8217;alberatura con nota n. QL 71266 del 08.10.2009, comunica che non ritiene opportuno l&#8217;abbattimento dell&#8217;alberatura stess</em></strong><strong><em>a.</p>
<p>  </em>Questo significa che il pino non può essere abbattuto senza il consenso della Soprintendenza del Comune di Roma.</p>
<p>  </strong><strong>Vi invitiamo a scrivere tutti all&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Roma, al gabinetto del Sindaco e anche alla Regione, in particolare all&#8217;Assessore Allegretti, richiedendo l&#8217;apposizione di un ulteriore vincolo puntiforme sull&#8217;albero, affinché il pino monumentale sia completamente tutelato e se ne impedisca in modo categorico l&#8217;abbattimento.</p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong><br />
<strong>LA STORIA<br />
</strong><br />
  Quest&#8217;albero molto speciale, nasce intorno al 1900 in un giardino privato che oggi appartiene ai signori Durante, in via Pompeo Magno.<br />
  Ma fra il 1937 e il 1940 vi abitò anche Ernst Bernhard, il grande psicoanalista che portò il pensiero di Jung in Italia, ebbe fra i suoi pazienti Fellini e la Ginzburg, amò quell&#8217;albero e abbandonò il villino coperto dai suoi rami per essere deportato a Ferramonti. <br />
  Due anni fa, certi vicini dicono che le sue radici danneggiano la loro rimessa. Un box auto costruito abusivamente, poi condonato, quando la pianta aveva già oltre sessant&#8217;anni. Costoro ne pretendono l&#8217;abbattimento. I signori Durante, con solidarietà dell&#8217;intero quartiere, si oppongono, e la questione finisce in tribunale, quindi sulla stampa. Ma nel luglio 2010 un provvedimento conferma la precedente ordinanza del Tribunale di Roma, secondo cui il pino dev&#8217;essere tagliato: due perizie dei ctu lo definiscono instabile.<br />
  Qui, il paradosso.<br />
  Esiste sul medesimo albero una perizia eseguita dal Servizio Giardini di Roma che afferma: &#8220;.. il suo stato vegetativo appare ottimo e la struttura non presenta indizi di instabilità&#8230; dal punto di vista ambientale e paesaggistico si tratta di un vero e proprio &#8216;patriarca&#8217;&#8230;&#8221;. Quindi, la relazione di un tecnico del Corpo Forestale dello Stato: &#8220;La pianta non evidenzia una struttura tale da ritenersi a rischio di staticità.. lo stato vegetativo è ottimo&#8230;&#8221; <br />
  L&#8217;albero è <em>vincolato</em> dalla Carta della Qualità della Soprintendenza di Roma, senza il cui consenso non può essere abbattuto.<br />
  Lo stesso Servizio Giardini Municipale, continua a ribadire l&#8217;assoluto valore e lo stato di stabilità e salute del patriarca.</p>
<p><a href="http://www.lavitadeglialtri.org/wp-content/uploads/2011/01/Nota-aggiuntiva-su-vincolo-e-volontà-di-preservare-il-pino-di-via-Pompeo-Magno-e-richiesta-di-ulteriore-tutela-alla-Regione-dalla-Sovrintendenza-ai-Beni-Culturali-di-Roma.pdf">Nota aggiuntiva sulla volontà di preservare il pino di via Pompeo Magno e richiesta di ulteriore tutela alla Regione dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lavitadeglialtri.org/news/la-soprintendenza-di-roma-si-pronuncia-di-nuovo-a-tutela-del-pino-di-via-pompeo-magno-470/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
